Il Comune di Oggebbio si distingue per vari aspetti originali.
Innanzitutto non esiste un paese di Oggebbio, dal momento che con questa denominazione si indica l'insieme di una quindicina di piccoli villaggi che si trovano distribuiti in parte sulla riva del lago e in parte sul pianoro a mezza costa della retrostante montagna: Barbé, Resega, Rancone, Cadessino (vi si trova l'oratorio quattrocentesco della Natività di Maria, monumento nazionale), Mozzola, Quarcino, Gonte (è capoluogo comunale e ospita la parrocchiale di San Pietro, con campanile alto 42 m.), Piazza (che conta diverse ville ottocentesche tra orti e vigneti), Dumera, Pieggio, Spasolo (costituiva il porto sul lago), Cadevecchio, Camogno (conosciuto soprattutto per la tradizionale "Festa dei topi"), Novaglio (rinomato per le fonti e la chiesa romanica di Sant' Agata), Travallino.
Altro aspetto originale del Comune di Oggebbio è rappresentato dallo stretto legame tra lago e l'adiacente montagna, rapporto che col tempo si è rafforzato in nome di una maggiore valorizzazione turistica della località.
Fino a qualche decennio fa, infatti, le ville signorili e i preziosi giardini che si affacciavano sulla dolce sponda lacustre, parevano contrastare con i numerosi alpeggi che sovrastavano i villaggi; sulla montagna prevalevano naturalmente tra la gente le attività rurali e agricole. Oggi la naturale vocazione turistica della riva ha prevalso sull'aspetto produttivo che per secoli ha caratterizzato la vita della montagna: pur conservando il tradizionale aspetto rustico, questi edifici, dove un tempo le famiglie di Oggebbio si trasferivano durante la bella stagione per pascolare il bestiame, produrre formaggio e coltivare patate, si sono trasformati in graziosi luoghi dove trascorrere una bella vacanza.
Chi ama l'escursionismo può oggi usufruire degli innumerevoli sentieri e delle vecchie mulattiere ricavate nel passato per collegare alpeggi e villaggi; questo sistema assai articolato di passeggiate rende possibile attraversare i boschi e ammirare i resti di quella infinita serie di terrazzamenti che furono creati per coltivare la vite, la segale e le biade.
Importante è segnalare, poi, tra gli aspetti originali di Oggebbio, il suo particolare microclima (caratteristica comune alla sponda medio-alta del Lago Maggiore), condizione fondamentale per la ricchezza di fioriture della camelia, simbolo e orgoglio di questa gente: proprio a Oggebbio, negli anni Cinquanta, si ricominciò a dedicarsi alla coltivazione di questo splendido fiore, grazie all'amorevole impegno di Antonio Sevesi, al quale si deve tuttora l'incomparabile collezione di oltre 200 varietà e altre 300 ottenute da seme, coltivate nel giardino di Villa Anelli.
Da segnalare le fioriture autunnali così rare in Europa e, soprattutto, la presenza della varietà Kamakura Shibori, unica a resistere alle nevicate invernali.