Nella piccola frazione di Dresio, inserito in una fontana datata 1753, è possibile ammirare l'oggetto artistico più simbolico dell'antico borgo di Vogogna: il cosiddetto "Mascherone", vale a dire una misteriosa faccia in pietra ollare il cui aspetto trova evidenti riscontri nella tradizione celtica.
L'originale, attribuito alla seconda Età del Ferro (circa 450 - 15 a.C.) e tra gli esempi d'arte del mondo celtico più importanti in Piemonte, è ora custodito all'interno del Pretorio vogognese. L'acqua della fontana, tradizionalmente considerata salutare e benedetta, continua a sgorgare dalla bocca di un calco che ne riproduce fedelmente profilo e sembianze.
Le incisioni che danno forma al volto, quelle della fronte e a lato degli occhi, i grandi baffi "ad ancora" attaccati al naso rettilineo, evidenziano con immediatezza un simultaneo valore simbolico: le rughe si riuniscono e vanno a formare un albero che parte dalle linee del naso e arriva alle sopracciglia arcuate.
Probabilmente questa eccezionale testimonianza della cultura figurativa dell'Ossola leponzia, prima della romanizzazione, rifacendosi a un culto indigeno dell'acqua e della vegetazione, intendeva rappresentare la divinità celtica di Cernunnos, Signore dei boschi.
Certamente questo mascherone non è nato come componente di una fontana, ma si pensa che fosse parte di una statua collocata in un'area sacra all'aperto.