Fino a quando vennero costruite le grandi strade e le ferrovie, e fino al nascere della navigazione a vapore sul Lago Maggiore, a Castelletto Sopra Ticino esisteva un florido porto in cui le imbarcazioni ricoprivano un ruolo di fondamentale importanza nell'economia del territorio, consentendo il trasporto di merci e persone lungo il corso del Ticino sia verso il lago, sia verso l'opposta riva di Sesto Calende, sia verso il cuore della Pianura Padana.
Da qui, infatti, passarono i barconi carichi di granito rosa di Candoglia destinato alla costruzione del Duomo di Milano, oppure quelli con il granito bianco del Montorfano indirizzati verso la lontanissima Roma (basilica di San Paolo fuori le Mura) mediante un incredibile viaggio durato quattro anni.
Persino Garibaldi, quando era Comandante dei Cacciatori delle Alpi, il 23 maggio 1859 si servì delle barche fornitegli da un avvocato locale per raggiungere la Lombardia.
Oggi tutto quello che rimane di questo importante porto è un piccolo imbarcadero e qualche modesto servizio di traghettamento tra le due sponde del Ticino. Non è tuttavia da sottovalutare la posizione di Castelletto proprio al principio della Valle del Ticino, preziosa risorsa naturalistica tutelata in un vero e proprio parco naturale tutto da scoprire e gustare, perché no, anche attraverso una suggestiva e rievocativa gita in barca.