"Fantastica e bizzarra" così la definì Dickens. Immaginate la spettacolarità di un'isola che assume i contorni fiabeschi di un vascello dolcemente adagiato sul placido specchio d'acqua lacustre, sfavillante nella ricchezza e fantasia di un palazzo principesco e di scenografici giardini: questa è l'Isola Bella, indubbiamente la più famosa delle Isole Borromee e, altrettanto certamente, la più ambita dalla "golosità" del turista.
Il nome (precedentemente si chiamava Inferiore) lo si deve alla moglie Isabella di Carlo III Borromeo, colui che nella prima metà del Seicento intraprese i lavori di trasformazione di questo arido scoglio isolano, poi portati a termine entro il 1671 da Vitaliano VI.
Il grande palazzo barocco rappresenta un vero e proprio museo di delizie uniche e dal valore inestimabile: arredi originali, quadri e affreschi di XVI-XIX secolo, arazzi fiamminghi di seta e oro, sculture irripetibili, armi d'epoca.
Suggestiva la sequenza di sale che lo compongono, dal Salone da Ballo alla Sala del Trono, dalla Sala delle Armi a quella dell'Alcova, dalla Sala Napoleonica (dall'illustre ospite che qui soggiornò più volte) alla Sala della Musica (sede della Conferenza di Stresa del 1935 tra Inghilterra, Francia e Italia).
Come se non bastasse troviamo anche sei sale sotterranee sistemate ad imitazione delle grotte naturali con pareti rivestite di tufo, decorate con incredibili stucchi e mosaici raffiguranti l'incantesimo del mondo subacqueo, movimentate da finte stalattiti ed ulteriormente arricchite da alcuni oggetti curiosi e di valore come i reperti archeologici della cultura di Golasecca.
I giardini all'italiana si articolano su dieci terrazzamenti disposti in modo da formare una grande piramide tronca. Ninfei, esedre, statue allegoriche e mitologiche, obelischi e fontane, impreziosiscono i giardini dalle pregiate essenze arboree quali cedri, aranci, limoni, magnolie, allori, camelie, azalee, rododendri, conifere, ecc..
Ovunque sembra pervadere quella ricerca scenografica culminante nel grande emiciclo che chiude il sovrapporsi delle terrazze, chiamato infatti "Teatro" per l'efficace effetto spettacolare: a dominare la scena è la statua del Liocorno, insegna araldica dei Borromeo, fiancheggiata dalle statue della Natura e dell'Arte, oltre a diversi personaggi in pietra della mitologia antica.
Contribuiscono all'incantevole fascino del luogo anche i pavoni bianchi, liberi di girare sui prati vellutati.
A ridosso del palazzo e dei giardini rimane parte del preesistente villaggio, dove sono presenti alcuni ristoranti e negozietti tipici.
Il palazzo ed i giardini sono visitabili da Marzo ad Ottobre dietro pagamento di biglietto d'ingresso.
Per Informazioni:
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