Con i suoi 23,20 m. di altezza questa massiccia torre in conci squadrati di granito e serizzo, si eleva in tutto il suo vigore sulla sommità di una collina (vistosamente scavata sui fianchi dall'attività di una cava) che domina il basso Lago d'Orta.
In realtà si dovrebbe parlare di castello, visto che la torre e i due recinti attorno, rappresentano i resti di un antico complesso fortificato, attestato in alcuni documenti fin dagli inizi del sec. XIII. L'attribuzione originaria resta comunque oggetto di controversie tra gli studiosi, i quali di volta in volta gli riconoscono differenti paternità: i Romani, i Longobardi o i vescovi di Novara. E' possibile, tuttavia, che il manufatto sia stato realizzato da signori locali legati al vescovo da vincoli feudali, forse i Da Castello di Crusinallo. In ogni caso è certo che divenne piazzaforte vescovile dipendente dal castello un tempo presente sull'isola di San Giulio.
Assieme ad altre analoghe torri nel Cusio, costituiva una testa di ponte di quel fitto sistema di fortificazioni poste a salvaguardia dell'antica enclave territoriale indipendente della riviera d'Orta.
La torre di Buccione era munita di una campana con cui veniva allarmata la popolazione in caso di pericolo: l'ultimo esemplare secentesco si può oggi ammirare nel giardino del Municipio di Orta. Internamente la torre risulta suddivisa in quattro piani da soppalchi di legno, collegati tra loro con scale a pioli. Il soffitto dell'ultimo piano è costituito da una volta in muratura a crociera, sulla quale poggia il pavimento del piano di vedetta, successivamente ricoperto al di sopra dei merli da un tetto a quattro falde.
Il piano inferiore della torre, sul quale si apre l'attuale ingresso ottocentesco (l'ingresso originario si trovava a circa sette metri di altezza), fungeva da deposito per le derrate alimentari necessarie in caso di assedio. Il secondo e terzo piano accoglievano la guarnigione, ed erano muniti di due latrine con condotti che convogliavano nel cortile. Il quarto piano costituiva invece la cella, corredata da una bertesca su mensole, da cui si difendeva l'ingresso mediante il lancio di sassi.
A completare la visita a questa fortificazione vi sono i resti di un recinto di pianta rettangolare coevo alla torre, le tracce di un locale destinato al corpo di guardia, i resti di un'altra più recente cortina muraria e di un avamposto.
Al fine di salvaguardare il patrimonio storico e ambientale del sito, nel 1993 la Regione Piemonte ha istituito un'apposita Riserva Naturale Speciale: per informazioni tel. +39 0322-911960.