Questo Sacro Monte che sovrasta l'abitato di Orta, il lago e almeno due terzi dell'intera regione del Cusio, colpisce profondamente sia per la ricchezza artistica e architettonica del complesso religioso che per l'indescrivibile suggestione che il posto, così armoniosamente bello e singolare, riesce a suscitare su ciascun visitatore.
A contraddistinguerlo da tutti gli altri Sacri Monti è lo speciale rapporto tra la natura circostante, lo scenografico panorama lacustre, il verde della vegetazione rigogliosa e le cappelle, tutto accuratamente pianificato dall'ingegno di Padre Cleto da Castelletto Ticino.
La sua storia risale a tempi molto lontani. Fin dall'Alto Medioevo, infatti, sorgeva su questo colle (400 m. s.l.m.) la chiesa di San Nicolao, la parrocchia più antica di tutta la riviera orientale, all'interno della quale si venerava l'immagine della Madonna della Pietà, una scultura lignea quattrocentesca, ancora oggi visitabile. Nel 1583 la Comunità di Orta, seguendo l'esempio del Sacro Monte di Varallo e sostenuta dall'abate novarese Amico Canobio, decise di fondarvi un convento e di circondarlo di cappelle dedicate alla vita di San Francesco.
Nel 1590 fu così fondato il convento affidato ai Francescani cappuccini e si iniziò anche il rifacimento dell'antica chiesa di San Nicolao. L'anno successivo si avviarono i lavori di costruzione delle cappelle, a cominciare dall'attuale XX, la prima in ordine di fondazione anche se ultima nella rappresentazione del ciclo.
Coerentemente con le indicazioni fornite dalla Chiesa nel Concilio di Trento, il complesso religioso doveva fungere da luogo privilegiato di educazione religiosa, in una zona a ridosso dei valichi alpini e quindi esposta ai rischi di infiltrazioni eretiche per opera dei protestanti. Lo scopo era dunque quello di raccontare ai fedeli, per lo più analfabeti, la storia sacra attraverso le immagini descrittive degli affreschi e dei gruppi plastici in terracotta, scene intime e raccolte, scrupolosamente selezionate e verificate da Carlo Bascapé, Vescovo di Novara e principe feudatario della Riviera d'Orta.
Tra la fine del Cinquecento e quella del Settecento furono realizzate tutte le 20 cappelle, disposte su un percorso a spirale che sfruttava la costa del promontorio prospiciente il lago; un itinerario guidato dalla vegetazione circostante che consentiva al pellegrino di godere di alcuni momenti di sosta e meditazione all'ombra, per poi affacciarsi sul magnifico scenario offerto dal Lago d'Orta.
I diversi artisti che furono coinvolti, da Cristoforo Prestinari al Morazzone, a Stefano Maria Legnai e il Beretta, passando per Dionigi Bussola e i fratelli Nuvolone e Grandi, hanno determinato una evidente commistione di stili artistici, quali il rinascimentale, il barocco, il rococò e il neoclassico.
Nel 1980 la Regione Piemonte ha istituito la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte d'Orta, al fine di salvaguardare e valorizzare il considerevole patrimonio artistico e ambientale del luogo. Sul posto sono presenti un ristorante-bar, un'attrezzata area pic-nic, un centro visita e gli uffici della Riserva (per informazioni tel. +39 0322-911960).
Per maggiori informazioni, visita il sito web www.sacrimonti.net