Il "Gusto dell'Intervista": Enrico Marforio un design del gusto sul Lago Maggiore.
Il Lago Maggiore, splendido scenario naturale e territorio di cerniera, è rinomato per il suo patrimonio ambientale e per la commistione di arte, architettura e cultura che lo caratterizza. Ancora acerbi sono invece i richiami a questo territorio espressione di altri importanti elementi identitari e di valore: il design e l'arte culinaria.
Enrico, parlaci di te.
Sono nato e cresciuto ad Arona, ho frequentato l’Istituto Europeo del Design e la facoltà di Architettura a Milano, dove, dopo la laurea, ho iniziato a lavorare. Sono stati anni molto intensi, facevo l’assistente all’Università e iniziavo la mia carriera di architetto, affiancando importanti Architetti su progetti di grande complessità tecnologica, funzionale e compositiva come il concorso per la Stazione Centrale di Bologna, l’accademia delle Scienze e delle Tecniche a Berlino o un edificio nei pressi della Galleria Vittorio Emanuele a Milano. Ma trovavo sempre il tempo per cucinare e per mangiare! Sono tornato ad Arona negli anni '90 cercando di portare tutta l’esperienza e l’energia accumulata a casa, al Lago.
Come mai questo ritorno?
Il Lago Maggiore e in particolare Arona sono territori di grande ispirazione per chi ha una sensibilità creativa. Il progetto che mi riporta indietro nel tempo e nelle decisioni è quello di un locale, realizzato a Meina nei primi anni ’80, in riva al lago. Si tratta di uno spazio che si trovava a diretto contatto con l’acqua che nella visione progettuale diventava parte integrante dell’arredamento stesso. Il locale veniva pensato come un’isola lambita dall’acqua del lago, i posti a sedere erano immaginarie curve di livello che portavano dall’acqua alla spiaggia, le stesse poltrone erano piccole baie appartate nelle quali “trovare riparo”. Si proseguiva verso il bancone costruito ispirandosi alle cabine al mare degli anni ‘50; alcune vele, richiamando il vento, fungevano di quinte di separazione… E da qui sono salpato!
E oggi com’è lavorare e vivere ad Arona?
Sicuramente di grande soddisfazione negli ultimi anni è stata per me la progettazione dell’arredo urbano, un’occasione per coniugare “felicemente” l’esigenza di fruibilità degli spazi pubblici rispettando e valorizzando il patrimonio paesaggistico ambientale. Oggi sono attualmente impegnato nel progetto di rifacimento del lungolago di Luino. Ha un’ estetica che rappresenta con coerenza il mio gusto per le forme e i materiali che sono poi i segni distintivi del nostro territorio. Inoltre ha una linea guida che sento e che rispetto molto: l’ecosostenibilità. E in più ci sono oggetti di design nel progetto: sto disegnando le panchine, i lampioni oltre agli spazi del verde. Sono stato recentemente invitato dalla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano a raccontare il progetto e il mio lavoro: anche questo mi ha dato molta gratificazione e molto senso di appartenenza a questi luoghi.
Veniamo al design. Essere designer del e sul Lago Maggiore questa è una bella sfida. Ma è la mia passione: sperimentare continuamente e incessantemente, sfidando le forme, esplo¬rando i materiali, “spingendo” l’ergonomia fino a trovare nuovi equilibri tra estetica e funzionalità!! Ho lo studio pieno di prototipi che spesso realizzo per il piacere puro del processo, della tecnologia e dell’aspettativa del risultato.
E’ possibile quindi coniugare la professione con la passione?
Nel mio lavoro non potrebbe essere altrimenti. Ho parlato del design, aggiungo l’altra parte creativa che mi stimola: la cucina. Adoro cucinare, abbinare i sapori, i colori e le forme dei cibi, impiattare. La capacità del cuoco di unire profumi, colori e sapori e di esprimere la propria creatività, non può essere paragonata a quella di un architetto? Alcuni piatti, nella loro presentazione, sembrano quadri e sculture! Debbo però ammettere che mi interessano le ricette più semplici. Come in architettura, lavorando per sottrazione, consentendo a pochi ingredienti di esaltare il proprio profumo e il proprio sapore. Stare ai fornelli è una mia forma di ispirazione e di ricerca.
La grattugia disegnata per Alessi è la mia risposta ad una necessità d’uso: quella di poterla comodamente smontare per essere lavata e rimontata con un gesto magico! Quattro calamite nascoste consentono alle aste metalliche di abbracciare quasi affettuosamente la sinuosa scocca di legno. Grazie alla magia del design sono riuscito a renderla economica, ma nel contempo bella e pratica.
Lo schiaccianoci, che tra l’altro ho scelto come icona per il mio laboratorio - Dino per il suo vago aspetto zoomorfo - diverte per la sua forma e stimola la fantasia per il suo utilizzo, soddisfa precisi obiettivi funzionamento: apre la noce, non la distrugge. Per un cuoco come me è fondamentale avere forme integre!!! Un altro oggetto di cui ho personalmente curato anche la realizzazione di un prototipo è un carrello portavivande pieghevole, dalla linea moderna, ma molto sinuosa molto invidiato dalle mie amiche.
E veniamo all'ultima portata del mio menu, un progetto molto “conviviale” ormai quasi completamente compiuto. Si tratta dell’estensione di una zona notte di un Hotel sulla nostra sponda del Lago Maggiore. Le cinque camere “suites” realizzate sono arredate con oggetti cult (sedie di Eames, Panton, lampade di Kundalini) e con elementi da me disegnati: letti e arredi coordinati. Ogni stanza ha un colore diverso, ma sempre la stessa attenzione maniacale ai minimi dettagli: rubinetti, maniglie, biancheria! Spero sia il primo di una serie di hotel design che possa valorizzare e identificare lo stile della ristorazione e dell’accoglienza nella nostra zona.
Lasciamoci con una “progettazione culinaria”: una ricetta di design lacustre firmata dall’architetto Marforio.
Quella che preferisco è la cucina tradizionale, semplice, autoctona, con varianti che la rendono molto personale. Trovo che si possano esaltare i sapori delle verdure fresche componendo un carpaccio di zucchine, finocchi e carciofi, conditi con olio extravergine, sale dell’Himalaya e scaglie di grana. Siamo fortunati: da noi si trovano ancora i contadini e le verdure nostrane che per questo antipasto sono fondamentali! Adoro il Carpione con il pesce di lago e le cipolle marinati in aceto che ormai difficilmente si trova sulle tavole, sono quindi obbligato a prepararmelo. In frigorifero si conserva per qualche settimana e diventa sempre più buono; quando organizzo da me e siamo in tanti, mi metto a cucinare anche piatti più complicati come la trippa e il bottaggio. Adoro il risotto nelle soluzioni più varie soprattutto con il persico, il prezzemolo e lo zafferano.
La mia coerenza mi guida sempre verso la bellezza unita alla praticità, che si tratti di una grattugia o di una maniglia, di un carpaccio o di un risotto!
Enrico Marforio
Ispirato dalla luce, dalle forme e dai materiali del Lago Maggiore dove risiede e lavora con uno studio ad Arona, l’architetto Enrico Marforio, attivo da anni nel design come nell’architettura, non ha mai smesso di farsi attrarre dalla sperimen¬tazione, di essere affascinato dai materiali e dalla possibilità di “piegarli” dentro un forma ricercata, studiata, quasi “estorta”.
Nell’ambito del design si è occupato di oggettistica, complementi d’arredamento, rubinetteria, utensili da cucina, occhiali ed accessori di moda, elementi di illuminazione per esterni e arredo urbano, progettando tra gli altri per Alessi, Olivari, RSVP, Versace, Raf, Ghisamestieri, Salice Paolo.
Enrico Marforio Architetto
Via Roma, 21 - 28041 Arona (NO)
Tel. (+39) 0322 47786 - 240004
E-mail info@studiomarforio.it
Web www.studiomarforio.com
Per informazioni sull'architetto Marforio, contattare:
CCube Dott. Carmela Santovito - Milano
Tel. (+39) 02 48193994
E-mail info@ccube.it
Dott. Patrizia Marforio - Arona
Tel. (+39) 0322 47786
E-mail info@studiomarforio.it